L’ombra del divoratore

Autore: Raffaella Soddu

Editore: Dark Zone

Data pubblicazione: Ottobre 2024

EAN: 9788894174625

Pagine: 268 

Formato: brossura

Nel panorama del urban fantasy contemporaneo, spesso popolato da principesse potenti ma idealizzate e maghe in cerca del proprio perchè, “L’ombra del divoratore” di Raffaella Soddu emerge come un’opera che sfida ogni stereotipo.

La protagonista, Apollonia, alias Khepri, è una guaritrice d’anime che si distingue per la sua autenticità: un personaggio profondamente umano, con imperfezioni e peculiarità che la rendono immediatamente riconoscibile (e simpatica, diciamocelo). Apollonia è irreverente, schietta, sfrontata a volte sfacciata, il che la avvicina ai lettori, perché nelle sue battute taglienti e nel suo modo diretto di affrontare situazioni spesso surreali, molti di noi possono riconoscersi. Un vero “esperto” direbbe che questo aiuta il lettore nell’esercizio di sospensione dell’incredulità.

È proprio questa sua normalità, immersa in un contesto straordinario, che crea un legame forte e autentico col personaggio (a noi, finito il libro, già ci manca).

La storia segue Apollonia mentre affronta una missione pericolosa e cruciale per salvare se stessa e il mondo un’entità oscura che minaccia tutto e tutti.

Ambientato in una Roma “diversa” da quella che spesso siamo abituati a incontrare nei libri – ma non per questo meno suggestiva – il romanzo ci introduce a un essere senza nome e senza volto che mette a rischio la vita di divinatori e purificatori, minacciando l’equilibrio del Cosmo. Quando la stessa anima di Apollonia viene attaccata, la protagonista è costretta a chiedere aiuto alla Comunità, una rete di persone con poteri speciali. Inizia così un viaggio contro il tempo, che la porterà a incontrare personaggi singolari, tra cui maghi, gatti mutaforma, spiriti del confine e sciamani “italodisco”.

Mentre lotta per salvare la sua vita e quella della Comunità, Apollonia dovrà affrontare i suoi demoni interiori e scendere a patti con i suoi poteri.

Nel romanzo troviamo un equilibrio sottile tra temi dark e spirituali e una vena ironica che attraversa tutto il racconto. L’autrice utilizza con maestria l’umorismo per smorzare i toni più cupi, regalando momenti di leggerezza che sorprendono e deliziano. Non è raro imbattersi in dialoghi o situazioni che, citando Dragon Ball o persino Terence Hill (Daje!), strappano un sorriso genuino. Questo contrasto non solo arricchisce la lettura, ma rende il romanzo accessibile e fresco, evitando la trappola del “troppo serio” o “troppo magico” che spesso caratterizza il genere.

Raffaella Soddu si distingue per la straordinaria fantasia nel dare vita ai suoi personaggi. Sia la protagonista, sia i comprimari sono unici e perfettamente delineati, con caratteristiche che vanno ben oltre i cliché del fantasy. Ogni figura che popola le pagine del romanzo è costruita con una cura che denota una notevole sensibilità narrativa. Questi personaggi non sono mere pedine al servizio della trama, ma figure a tutto tondo, che non è difficile immaginare di poterle incontrare lungo le vie di Roma.

 Insomma, in un genere che rischia spesso di appiattirsi sugli stessi modelli, Raffaella Soddu è stata una bella scoperta e si merita un bel “Daje!”.

  • Perché sì: un’esperienza letteraria che unisce profondità psicologica, momenti di pura evasione e una scrittura brillante e ricca di immaginazione. 
  • Perché no: non adatto a lettori che preferiscono fantasy classici e lineari, con eroi tutti d’un pezzo e super cattivi.